Vino di confine e al confine: Borderwine sarà a Udine il 31 maggio e il primo giugno

Border è confine, ma border è anche frontiera, un di qua e un di là che si contaminano a vicenda. Storie che si intrecciano, culture che si arricchiscono, tradizioni che si tramandano… Accade anche per il vino prodotto in territori vicini tra di loro che le vicende storiche hanno attribuito a Stati diversi. 

“Borderwine nasce idealmente più di vent’anni fa, quando ho cominciato ad avvicinarmi ai vini naturali” – ci racconta Fabrizio Mansutti, il padre dell’evento giunto quest’anno alla sua quinta edizione. Un interesse nato per caso, dettato da ragioni di gusto: “Era un periodo in cui riscontravo un forte appiattimento dei sapori del vino, un dato che mal si conciliava con la mia innata curiosità. Era un periodo in cui il vino veniva conservato nel legno, acquisendone note fortemente barricate. Ho iniziato a guardarmi in giro, a frequentare enoteche e cantine ma soprattutto a conversare con persone straordinarie, che mi hanno incuriosito e nei confronti delle quali nutrivo una sorta di timore riverenziale”. 

Fabrizio si riferisce a quei pionieri del vino “fatto come si faceva una volta” che vent’anni fa venivano considerate delle persone “strambe”. “Io li consideravo dei guru, coltivatori che conoscevano alla perfezione le caratteristiche della terra che lavoravano e che erano molto avanti per quanto riguarda le pratiche agricole, pur di fatto applicando metodi “di una volta”. I vini naturali che si producevano all’epoca potevano anche presentare difetti importanti che tuttavia l’esperienza ha superato. Quando non si utilizza la chimica è necessaria una conoscenza profonda del terreno, della natura e dei suoi cicli e il passaggio dal vigneto alla vinificazione è un processo armonico, senza traumi né scosse, una sorta di poesia”.

Alberto Blasetti Ph. www.albertoblasetti.com
dal sito www.borderwine.eu

Per questi antesignani, oltre all’attenta constatazione empirica dei fenomeni, il confronto è stato fondamentale: i produttori di vino naturale si scambiavano consigli e buone pratiche volti a migliorare il prodotto finito. “Sono nati i primi movimenti, gruppi informali, le prime fiere e ci sono dei nomi che oggi sono delle eccellenze a livello mondiale, basti pensare che alcuni produttori esportano una buona parte della propria produzione in Giappone, un mercato attento e preparato per questa tipologia di vini”.

“Borderwine nasce, dunque, sulla scia di questa mia profonda curiosità che mi ha spinto ad aprire un piccolissimo banchetto di assaggio in occasione dell’evento Friuli Doc a Udine e l’anno successivo a Gusti di Frontiera a Gorizia. L’interesse riscontrato dai partecipanti è stato significativo e così siamo giunti nel 2016 al primo Borderwine vero e proprio a Cividale al Castello Canussio. Inizialmente abbiamo coinvolto circa 25 cantine che negli anni sono aumentate fino ad arrivare alle 63 dello scorso anno 2019.

Vino di confine e al confine potrebbe essere uno slogan efficace che descrive alla perfezione l’evento che oggi mette assieme un numero considerevole di produttori, la metà dei quali proviene dal Friuli-Venezia Giulia e l’altra metà da fuori regione. Per il futuro mi piacerebbe continuare ad attrarre l’attenzione e la partecipazione di produttori dalla Germania, dall’Ungheria, dalla Repubblica Ceca e anche dalla Francia.

Alberto Blasetti Ph. www.albertoblasetti.com
dal sitto www.borderwine.eu

Paradossalmente il vino naturale italiano gode di una visibilità maggiore all’estero che qui da noi, è proprio vero che nessuno è profeta in patria, ma soprattutto nella ristorazione le cose stanno cominciando a cambiare. Per questo Borderwine oggi si estende anche al lunedì, proprio per permettere agli operatori del settore sempre più interessati ai vini naturali di frequentare l’evento e di ampliare le loro conoscenze”.

“Per quanto riguarda la situazione di fuori Regione si può dire che, in Emilia-Romagna pur essendo una regione in cui si consuma meno vino che in Friuli, vi sia uno sviluppo pazzesco del vino naturale, con numerose fiere dedicate a questa tipologia. Il Friuli-Venezia Giulia oggi è paragonabile al Piemonte, in cui vi sono delle etichette eccellenti ma più conosciute al di fuori del luogo di produzione. A Borderwine ospitiamo piccole cantine dall’Austria, in particolare Stiria e Burgenland, e dalla Slovenia dove vi sono delle piccole cantine di pregio che complessivamente sono paragonabili ai livelli di produzione a quelle italiane.”

Insomma, quello per il vino naturale è un interesse in ascesa, non vi resta che partecipare a Borderwine che quest’anno 2020 si tiene a Udine al Teatro Nuovo Giovanni da Udine il 31 maggio e il primo giugno (acquisto biglietti qui: https://www.gustait.com/it/azienda/borderwine )

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