Mu dimsum: a Milano la vera cucina di Hong Kong tra tradizione e modernità

Per Milano ci passa il mondo intero. Ciò si traduce, inevitabilmente, in un’offerta culturale di ampio respiro.

Del capoluogo lombardo si è parlato spesso ultimamente e, nonostante l’abitudine ad essere il protagonista indiscusso in svariati campi, affari, moda, jet-set…, questa volta ne avrebbe fatto volentieri a meno. La vivacità che lo contraddistingue, tuttavia, non l’ha abbandonato nemmeno in questa triste circostanza e lo sta accompagnando nella ripresa.

Cultura è arte, è storia, è teatro ma è anche Cucina, quella con la C maiuscola. Come quella della grande tradizione cinese, declinata in stile Hong Kong, che è possibile gustare al Mu dimsum.

Ve ne parliamo con gioia, perché Milano si merita che i riflettori ricomincino ad accendersi su qualcosa che non sia il Coronavirus (c’è l’imbarazzo della scelta), e perché la filosofia di questo locale va a braccetto con la nostra, quella di Aquila del Torre.

La possiamo riassumere così: cura, impegno costante, passione e rispetto per le materie prime che concorrono a creare il prodotto finito, nel nostro caso il vino, nel caso del Mu dimsum le pietanze, rigorosamente fresche e preparate sul momento. Una filosofia che, non senza difficoltà, è stata seguita alla lettera anche nei mesi di chiusura e applicata alla delivery.

Sì, perché il lockdown non ha fermato il Mu dimsum, che ha continuato a cucinare e a consegnare i piatti alla propria clientela, fatta di milanesi, di turisti (in tempi “normali”), ma anche di moltissimi cantonesi che vi ritrovano i sapori di casa. Già quest’ultimo aspetto da solo è una garanzia di qualità, a cui si aggiungono l’eleganza e l’accoglienza del locale, cucina in gran parte a vista, dove si trovano le postazioni che accolgono i cestelli in bambù per le tante cotture al vapore, e l’ampia scelta di piatti e vini, rigorosamente naturali.

“Scegliamo prodotti del territorio – ci racconta Egidio Giovannini, maitre del Mu dimsum -, agricoltori votati al biologico e, per quanto riguarda i prodotti di derivazione animale, scegliamo allevamenti non intensivi in cui non si faccia uso di antibiotici. Per quanto riguarda i vini la ricerca va nella stessa direzione: privilegiamo vini naturali, frutto di un’agricoltura etica”.

Non solo la cucina, regno incontrastato dello chef Kin Cheung non si è fermata, ma ha trovato un altro luogo di condivisione: i social. E’ stato particolarmente apprezzato l’impegno dimostrato dal locale nel continuare a mantenere il contatto con la propria clientela, seppur attraverso la rete, pubblicando post e brevi video con alcune semplici ricette da realizzare a casa.

Risale al 9 marzo l’annuncio della chiusura con un post molto sofferto, ma il flusso della comunicazione non si è mai arrestato. Nonostante il gran lavoro per garantire le consegne a domicilio, il Mu dimsum ha continuato ad entrare virtualmente nelle case degli affezionati e, in un certo senso, è come se non avesse mai chiuso.

Il locale è un perfetto equilibrio tra tradizione e modernità, in cui i protagonisti sono i dim sum, che danno il nome al locale. Il dim sum è un genere di cucina tipico della regione cinese di Guangdong (Canton), che comprende una grande varietà di piatti, serviti in piccole porzioni in contenitori di bambù o su piccoli piatti, e consumati di solito insieme al tè. La loro origine risale ai tempi in cui i viaggiatori che percorrevano l’antica via della seta si rifocillavano nelle sale da tè, dove il rito dello Yum Cha (bere il tè) veniva accompagnato da spuntini spesso cotti al vapore, che prendevano il nome di dim sum. Sarà forse per la loro origine conviviale che anche a Milano hanno avuto tanto successo: tradizionalmente mangiare dim sum è un’occasione felice che riunisce famiglia e amici per mangiare assieme una grande varietà di questi piccoli piatti, aiutando la digestione con lunghe sorsate di tè (“dim sum” significa letteralmente “un tocco leggero sul cuore”).

Accanto ad essi, che danno il nome al locale, vi sono piatti più elaborati, riso, noodles, carne e pesce, e a interessanti proposte di dolci della tradizione gastronomica cinese.

Il tanto atteso annuncio, quello della riapertura, è arrivato il 23 maggio e da allora, seppur con ritmi diversi, altalenanti, abitudini parzialmente cambiate e mille attenzioni, i clienti hanno potuto ricominciare a frequentare il ristorante.

“Stiamo molto attenti a rispettare tutte le disposizioni in materia di prevenzione del virus – continua Egidio Giovannini -, ma siamo felici di constatare che le persone hanno voglia di stare assieme e socializzare. Rispettiamo e facciamo rispettare il distanziamento, anche se ciò a volte significa non poter accontentare tutti, con la speranza che presto, di fronte a dati confortanti, potremmo “accorciare le distanze”.

Mai come ora, infatti, abbiamo tutti un gran bisogno di “un tocco leggero sul cuore”, e quel clima di convivialità in cui si assaporano i dim sum.

Le immagini a corredo del pezzo sono state prese dal sito del Mu dimsum e dall’account Instagram del locale.

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