Reagire per ripartire

La terra non va in vacanza e non conosce il Covid 19. La terra segue un suo ritmo e riflette le stagioni.

Chi lavora nel settore agricolo lo sa bene: la natura non concede pause, è lei a dettare le regole ed è giusto che sia così. Tutte le volte che abbiamo provato a sovvertirle, ne abbiamo pagato le conseguenze.

Questo per dire che chi lavora la terra, in questi giorni che passeranno tristemente alla storia in cui il virus imperversa nel nostro Paese, continua a farlo. Certo, rispettando le regole, aiutato anche dal fatto di poter svolgere il proprio lavoro all’aria aperta e sufficientemente distante dai colleghi. E non c’è nemmeno bisogno di sottolinearlo perché, chi ama e rispetta la madre terra non può non rispettare i suoi simili.

Il momento è difficile, lo sarà per tutti ed è inutile negarlo, ma pur nelle difficoltà nelle vigne Aquila del Torre abbiamo deciso di cogliere questa come una buona occasione per rendervi partecipi, in modo diverso, del nostro lavoro quotidiano. Normalmente siamo impegnati, a turno, in eventi in Italia e all’estero che ora sono, giustamente, sospesi o posticipati. Poichè, dunque, non saremo noi a muoverci, a venire da voi, faremo in modo che siate voi a venire a trovarci, facendovi camminare virtualmente sulle colline di Savorgnano del Torre e vedere in quali attività siamo attualmente impegnati.

Vogliamo, inoltre, condividere con voi lettori alcune riflessioni che ci accompagnano da sempre ma che in questo momento ritornano ad avere l’importanza che meritano. Il Virus ormai c’è, lo possiamo combattere tutti assieme osservando regole comuni: la collettività è più forte di un singolo individuo. 

Non solo, è la natura ad insegnarci che tutto è collegato, che una certa azione ne provoca altre a catena. E’ mia responsabilità agire bene per far del bene e comprendere che se non siamo noi i primi a comportarci bene, non possiamo pretenderlo dagli altri.

Il tempo che viviamo è sospeso, dilatato perché siamo arrivati ad un distacco: l’ambiente, l’ecosistema, violati ripetutamente, portati allo stremo, ci impongono una pausa forzata.

Negozi e attività in genere chiuse, famiglie a casa, strade spopolate e città vuote ma, paradossalmente, aria più pulita e intiepidita dai primi accenni di primavera.

Non possiamo muoverci dai nostri comuni di residenza, spostarci liberamente. È un aspetto che diamo assolutamente per scontato, vivendo dalla parte “occidentalizzata” del mondo, non sappiamo cosa significhi non possedere documenti, o possedere quelli che valgono di meno e vengono guardati con sospetto.

Lavorare di meno o non lavorare affatto libera un sacco di ore che, non potendo essere commutate in denaro, perdono di valore, quando in realtà dovrebbero averne di più.

E le relazioni, quelle che diamo per scontate, le quattro chiacchiere al bar, la pacca sulla spalla, gli abbracci? Lo capiremo, forse, che non c’è social che possa sostituirli? 

Insomma, piuttosto che imprecare, piangerci addosso e cercare a tutti costi qualcuno su cui scaricare colpe e frustrazioni, potremmo fare tesoro di un insegnamento che, in modo piuttosto duro, il cosmo ci sta dando: fermatevi prima che sia troppo tardi.

Io posso fare cose che tu non puoi.
Tu puoi fare cose che io non posso.
INSIEME possiamo fare grandi cose.

Madre Teresa di Calcutta

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