Il cavallo in agricoltura? Più efficiente di un pannello fotovoltaico!

Il cibo che compriamo e di cui ci nutriamo non ha a che fare solo con l’alimentazione, ma anche con la salute, con il rispetto dell’ambiente e dell’essere umano. Una faccenda complessa, insomma, di cui tutti oggi dovremmo essere consapevoli.

Lo sanno bene Fabio ed Erica che un anno e mezzo fa hanno avviato la loro azienda agricola assecondando una loro passione, quella per l’agricoltura. Friulano lui, della provincia di Cuneo lei, si conoscono nel 2014 in Piemonte in occasione di un corso di agricoltura biodinamica. Terminata la formazione, intraprendono entrambi percorsi professionali nella Langa, ma con il passare del tempo matura in loro il desiderio di percorrere una strada autonoma, indipendente, in grado di permettergli di fare le cose esattamente come vogliono. L’occasione si presenta quando Fabio decide di seguire personalmente i terreni di sua nonna a Colugna in provincia di Udine, abbandonati da una generazione. Fabio ritorna, dunque, nella sua terra natale, accompagnato da Erica con cui dà vita a Orto Zagara, la loro azienda agricola, un ettaro e mezzo coltivato principalmente a ortaggi stagionali che vengono venduti in azienda, ma anche, circa due volte alla settimana, con il metodo delle “cassette preconfezionate” e consegnate alle famiglie direttamente a casa o a gruppi di acquisto.

A dire la verità, sin da subito, la coppia diventa un trio: all’impresa si aggiunge una cavalla Percheron, razza da tiro francese, addestrata da Fabio con l’aiuto di un addestratore. “Oltre ad avere una vera e propria passione per i cavalli, ho avuto la possibilità di maturare esperienze con cavalli altrui – ci racconta Fabio -. La mia scelta è ricaduta su una razza di cavallo selezionata, da utilizzare in modo esclusivo per il lavoro sui campi. Non si tratta per noi di una scelta alternativa al trattore, ma dell’unica possibile per un completo rispetto dell’ecosistema. Il cavallo lo impieghiamo per la lotta contro le erbe infestanti, per la preparazione del terreno fino alla sarchiatura, per la preparazione degli scoli, per evitare il compattamento del terreno. Insomma, per un sacco di cose”.

La visione di Fabio ed Erica è quella dell’economia circolare, di un’azienda a ciclo chiuso in cui ogni output rientri in altri cicli produttivi come input. Il cavallo usa l’energia solare in modo più efficiente anche di un pannello fotovoltaico, senza considerare poi che, con la sua applicazione, sono possibili incrementi delle rese delle coltivazioni e il suolo subisce meno compattamento. Un fatto che consente migliore circolazione dell’aria, dell’acqua, migliore sviluppo degli apparati radicali, migliori drenaggi e minore erosione. Il cavallo, a differenza di un classico mezzo agricolo, si riproduce da solo e si alimenta con prodotti agricoli a “km zero”. Nel cavallo, inoltre, parte dell’energia alimentare è restituita come concime. Basti pensare che in una macchina agricola a combustione interna l’energia del carburante è dissipata come calore e emissioni inquinanti, dannosa all’ambiente e alla salute. Inoltre, un mezzo agricolo con motore a combustione interna alla fine del ciclo utile deve essere smaltito con un elevato costo energetico.
Di grande e cruciale importanza ai fini dell’impatto ambientale è, in ogni caso, la differenza tra la qualità dell’energia di cui il cavallo ha bisogno e dell’energia di scarto. Il cavallo entra in un ciclo chiuso in cui non si producono rifiuti. “Il cavallo, oltre ad essere un essere vivente che lavora il terreno, anch’esso vivo, è anche una soluzione economica – aggiunge Fabio -. Con il cavallo, ad esempio, facciamo gli sfalci e sempre nell’ottica di contenere i costi, stiamo imparando a recuperare vecchi attrezzi e a fabbricarne di nuovi da soli. Vorremmo che sempre più giovani si avvicinassero e appassionassero all’agricoltura e che non fossero spaventati dai costi, perché non è vero che è necessario disporre di migliaia di euro per cominciare”.
Anche per questo Fabio ed Erica organizzano delle giornate di porte aperte rivolte ai consumatori che in queste occasioni possono rendersi conto della bontà delle loro lavoro, ma anche alle persone potenzialmente interessate ad intraprendere lo stesso percorso e… Bambini, perché sono proprio loro che diventeranno donne e uomini più consapevoli in un futuro non molto lontano.
“La comunicazione per noi è molto importante, perché desideriamo educare il consumatore, far avvicinare le persone al nostro lavoro che in realtà per noi non è lavoro… Ma vita quotidiana. C’è bisogno di donne e uomini che coltivino bene la terra e l’agricoltura può rappresentare un settore di impiego molto interessante per i giovani, indipendentemente dal percorso di studi, purché dotati di passione e determinazione. Per noi l’agricoltura è da sempre un progetto sociale”.
Fabio, assieme alla sua cavalla Nina, collabora con i vignaioli di Aquila Del Torre per la lavorazione dei vigneti in collina, pratica che l’azienda ha fortemente sostenuto implementando anche una rete d’imprese denominata “Attractive” (http://www.attractive.horse/).