Suggestioni di vino

Di etichette e tante altre cose.

Dietro un vino, o per meglio dire in questo caso, sulla bottiglia di un vino, c’è sempre tecnica, creatività, ci sono delle idee e una storia raccontata. Le nostre etichette sono frutto della collaborazione di alcuni professionisti che hanno interpretato a modo loro, ma secondo la naturale inclinazione dei vini di At, una storia, un territorio, un vino.

Abbiamo chiesto a uno di loro, Chiara Moro, di raccontarci qualcosa di più per capire la genesi dei personaggi che oggi trovate ad animare le etichette di Aquila del Torre.

“Chiara, raccontaci di te…”

Sono nata in Friuli ma è molto il tempo che passo fuori regione per lavoro. Mi occupo di comunicazione integrata, sviluppando progetti personali per ciascuno dei miei clienti per i quali racconto storie creando con le parole dei piccoli mondi in cui far nuotare personaggi, oggetti e, come in questo caso, vini.

“Che parte ha il tuo essere friulana rispetto al vino?”

La mia terra natia è fonte di spunti, ricca com’è di eccellenze vinicole, come per esempio At, ed è anche per questo che, grazie alla fiducia di qualche collaboratore, ho avuto la possibilità di cimentarmi con il vino. L’esperienza, per quanto mi riguarda, è stata divertente e stimolante,

Come è nata l’idea di un racconto in cui sono protagonisti sono personaggi “fantastici”?

Un vino è tante cose, dalle persone che lo producono al terreno che lo fa nascere, i gusti finali, gli odori, le relazioni con le persone che, poi, lo assaporeranno… lascia quindi spazio alla fantasia e alla voglia di raccontare attraverso immagini e suggestioni. E così è accaduto.

Presentaci i personaggi uno a uno con le loro caratteristiche fondamentali…

Friulano: È leggero ma mai banale, di una freschezza da assaporare, è il vino più anziano di At, riflessivo ma con stile, lo comprendono in molti per il suo gusto pieno.

Riesling: Allegro, di una freschezza da assaporare, è leggero come una ballerina, non è per tutti perché ha un passato importante, si è evoluto, è cambiato con il tempo.

Sauvignon blanc: Grottesco ma filante, è il giovane di casa, si perde nel viticcio, inizia a spiegare le cose in modo accurato e scientifico, ma si perde nei suoi pensieri, nei suoi sogni, ha una facciata seria e severa, ma sono le piccole cose a farlo innamorare.

Refosco: Vino maschile, modaiolo e un po’ hippie, appuntito e deciso, è un uomo che ama prendersi cura di sé, non lavora nelle vigne, il suo carattere è semplice e immediato.

Merlot: Con una coda alta e un collo sottile, presenta tutti i possibili vezzi di bellezza, una rotondità tutta femminile, la curiosità del merlo.

Oasi: È un contadino che vive nelle vigne, ama la meditazione, ha fatto dall’ambiente in cui vive una corolla di erbe spontanee da indossare, un uomo friulano, leggero come un soffione, ma caparbio e dotto.

Primaluce: In equilibrio costante, tende verso qualcosa, è un giullare alla ricerca delle stelle, cammina sulle mani, perché, nonostante sia del terreno figlio, vuole volare via, diventare enorme, allargarsi.

E quale è il tuo preferito, se ne hai uno?

Ciascun personaggio ha le sue caratteristiche, e forse di preferito non ne ho nessuno. Oasi è l’amico con cui vorremmo passeggiare, Sauvignon è il cugino che ci fa ridere di gusto, Riesling siamo noi, quando cambiamo e miglioriamo, Primaluce è ciò a cui aspiriamo…

Vino e creatività… che ne pensi di questo binomio?

Ogni vino nasce dalle mani di qualcuno, non vi è vino senza uomo, e non vi è un buon vino se non vi è un uomo creativo e brillante alle sue spalle.

Definisci in una frase i vini di At e le sensazioni che ti hanno comunicato.

At è come il vino Primaluce, un’azienda innamorata del proprio territorio, desiderosa di mostrarne le eccellenti peculiarità a chi ha la predisposizione giusta per guardare davvero.