Agricoltura Vivente e buone pratiche agricole

Agricoltura Vivente (ne abbiamo già raccontato in Biodinamica Pratica – Vino per natura) riunisce i propri associati in incontri di formazione e scambio di idee ed esperienze. Gli incontri prevedono momenti di pratica in campo, momenti più ufficiali, come l’assemblea dell’associazione, e anche occasioni di assoluta convivialità. Il primo incontro dell’anno 2018 si è svolto in due giorni, come di consueto. Nel pomeriggio della prima giornata del 26 marzo gli “agricoltori viventi” hanno fatto tappa ad Aquila del Torre. Tra i partecipanti ci sono stati vignaioli, melicoltori, apicoltori e allevatori dal Friuli e da molte altre regioni d’Italia. Coinvolto lo staff di At al completo, da Alessandro a Mihai, da Michele a Filippo.

Il meteo è stato favorevole per una visita a piedi lungo tutto il percorso all’azienda. La prima sosta è stata dedicata all’osservazione dell’apiario biodinamico, per proseguire attraverso le vigne per la consueta “prova della vanga”, che consiste nel rivoltare una zolla di terreno alla volta per valutare l’adesione del terreno alle radici dell’inerbimento e ispezionare gli strati di suolo. La prova è stata effettuata nell’interfila e nel sottofila sia all’interno di un vigneto giovane di Riesling renano che in uno più anziano di circa sessant’anni d’età di Friulano, entrambi terreni su cui, da un paio di anni, si è iniziato a distribuire il preparato 500; ci si è poi spostati in una zona delimitata di un vigneto di Refosco dal peduncolo rosso, dove il cornoletame non è stato apportato, proprio per notare le differenze (apprezzabili a un occhio esperto). A quel punto la discussione si è animata, con un momento di scambio e suggerimenti tecnici secondo le esperienze di ciascuno, tra chi sosteneva che poteva bastare distribuire il preparato una volta in primavera e una volta in autunno e altri che invece sottolineavano come fosse utile ripetere le operazioni più volte nel corso della stagione primaverile e invernale anche per consentire all’agricoltore di far propria l’idea immedesimandosi in questo tipo di attività e familiarizzare con la tecnica di distribuzione. Il terreno, infatti, deve essere ricettivo all’impulso, così come l’agricoltore ne deve essere consapevole.

Il percorso è proseguito in direzione di alcuni punti della vigna a terrazze in cui gli strati di flysch emergono a vista sulle scarpate; in campo si è approfondita l’utilità del rullo stellato ed è stato simulata la distribuzione del preparato 501 attraverso un cannoncino puntato verso il cielo e a ricaduta sull’apparato fogliare. Infine, al termine di una lunga salita, il gruppo è giunto alla quota di 350 metri sul livello del mare, dove Alain di Equivinum (www. equivinum.com) li aspettava per raccontare la sua esperienza di contoterzista per la trazione animale in vigneto. Alain lavora in Francia, soprattutto nella zona dello Champagne e in Borgogna, dove addirittura per 11 mesi l’anno e circa 20 giorni al mese, lavora nelle vigne con le attrezzature e porta-utensili trainati dai suoi sei cavalli. Nella giornata del 26 marzo i cavalli, invece, erano quattro: Drago, Principe, Cartouche e Danubio condotti da Ilario, retista di Attractive (www.attractive.horse). Ma perché il cavallo in vigna? L’animale apporta, secondo la visione biodinamica, un impulso e tecnicamente evita il compattamento del terreno, oltre a essere il migliore “mezzo” per lavorare in collina e su terreni pendenti. I costi per la lavorazione a cavallo sono indubbiamente maggiori pensati nel breve periodo, ma c’è una compensazione in termini reattività della struttura del terreno e di qualità dei prodotti agricoli.

Alla fine dell’intenso pomeriggio, ormai al tramonto, la meritata cena conviviale con i prodotti biologici regionali ed i vini biodinamici dei vignaioli. Il giorno seguente tutti in visita presso la fattoria Zoff a Borgnano di Cormons, azienda agricola con allevamento di bovini e produzione di formaggi. Una due giorni densa, dunque, carica di spunti, utilissima per chi nell’associazione partecipa già da tempo a questi incontri e foriera di nuove avventure per alcune delle aziende alla loro “prima volta”.

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